Tempo fa, ma neppure tanto, l'ex ministro Renato Brunetta, si arrogò il diritto di apostrofare migliaia di lavoratori precari, la cui unica colpa era forse quella di voler lavorare in Italia, etichettandoli come i rappresentanti della "peggiore Italia" poichè si permisero di manifestare la realtà di una situazione, quella del precariato, da sempre minimizzata o addirittura negata dal governo precedente.
Con la vicenda dell'ex comandante della nave Costa-Concordia, Francesco Schettino, si manifesta realmente l'Italia peggiore, che evidentemente l'allora ministro Brunetta disconosceva o volutamente ne depistava la vera natura etichettando i precari, gente onesta e competente, con tale infamante marchio.
L'Italia peggiore, rappresentata oggi in campo mondiale da quest'uomo, racchiude dietro la tragedia di un naufragio con numerose vittime, una beffa: tutto quanto si sarebbe potuto evitare se soltanto ognuno avesse rispettato il proprio ruolo e le proprie competenze. Ma la peggiore Italia è proprio questa: superficialità, irresponsabilità, incompetenza, codardia, corruzione, concussione, impunità, menzogna.
Un comandante codardo e irresponsabile che prima porta nave Concordia, un transatlantico lungo 292 metri, con una stazza superiore a 114 mila tonnellate e con a bordo 4000 persone, a meno di 150 metri dalla costa, poi quando si verifica l'evento - tra l'altro prevedibilissimo - pensa bene di abbandonare la nave in fretta e furia per mettersi in salvo, lasciando così equipaggio e passeggeri, in tutto oltre 4000 persone, in balia degli eventi.
La telefonata tra Schettino e De Falco
UN SALUTO COSTATO VITE UMANE
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| Una nave da crociera si "inchina" ai Faraglioni di Capri |
La distanza per una nave di tali dimensioni e stazza in quel tratto di mare, è di tre - quattro miglia al largo. Ma nave Concordia, quella notte doveva passare vicino alla costa, doveva "inchinarsi" perchè quell'isola aveva dato i natali ad un altro ex comandante della Costa Crociere, Mario Palombo. Quest'ultimo, interrogato dal PM ha prontamente smentito che il saluto fosse destinato a lui. Una prassi, quella di navigare vicino alla costa, che a ben vedere è ben diffusa e praticata dai comandanti delle navi da crociera. L'"inchino" è anche noto alle compagnie di navigazione. Queste ultime, finchè tutto va bene, non hanno nulla da eccepire al riguardo, anzi tale pratica rappresenta anche una forma di pubblicità gratuita. Ischia, Portofino, Sorrento, Giardini Naxos, laguna di Venezia e addirittura tra i "Faraglioni" di Capri, sono soltanto alcuni dei luoghi vocati agli inchini. Gli avvicinamenti delle navi da crociera sono stati sempre praticati in barba alle leggi sulla navigazione. Ma in Italia è così, la norma si conosce per essere violata piuttosto che rispettata. Quando poi si verifica il disastro, previsto tra l'altro proprio dalle norme violate, per un pò di tempo si eviterà l'illecita prassi, salvo poi tornarvi, cautamente, quando le acque si calmano ed i riflettori, lentamente, spostano la propria attenzione ad altro.
ALLA FINE DELLA FIERA ...
In Italia, come è arcinoto, alla fine di ogni
carosello giudiziario, che prevede grandi risvolti economici, paga sempre e
soltanto chi muore e chi non ha conoscenze tali da essere esentato dalle
proprie responsabilità. Francesco Schettino deve pagare per le proprie
colpe e omissioni, ma deve anche informare gli inquirenti, del ruolo e
delle disposizioni della Costa Crociere su tale vicenda, sulle pratiche degli "inchini", su tutte quelle manovre pericolose e irresponsabili che da anni le navi
da crociera italiane, compiono nelle varie parti del mondo. Schettino deve pagare
per tutte le proprie colpe ma non deve essere il solo, non deve diventare il capro espiatorio di
una prassi lunga e consolidata, altri sono i co-responsabili che quella
notte hanno contribuito ad aumentare i ritardi nei soccorsi.
COINCIDENZA "BESTIALE"
Scrivendo questo articolo, ho notato una strana coincidenza. Nave concordia è stata battezzata il 7 luglio 2006 presso il porto di Civitavecchia, tramite il tradizionale lancio della bottiglia di champagne che però nell'occasione, non si frantumò. Presagio di sfortuna? Così direbbero i superstiziosi. Ma la coincidenza davvero inquetante è la seguente: dal 7 luglio 2006 - data del battesimo del Concordia, al 13 gennaio 2012 - data del suo naufragio presso l'isola del Giglio, sarebbero trascorsi esattamente 6 anni, 6 mesi e 6 giorni.













Ciao,
RispondiEliminaspero che tu sia un burlone, perche' se sei davvero convinto di quello che hai scritto nella "coincidenza bestiale" sei proprio messo maluccio in matematica (a casa mia 6 anni dopo il luglio 2006 corrispondono circa al luglio 2012).
Magari l'ultimo paragrafo potresti toglierlo. Il resto non e' male.
http://strakerenemy.blogspot.com/2012/01/eccola-qui-la-peggiore-italia-quella.html
Capisco il tuo punto di vista, purtroppo però anche tu non sei messo bene in matematica. Nell'analisi dell'ultimo paragrafo ho semplicemente suddiviso gli anni, i mesi, i giorni. Qundi dal 2006 al 2012 =6 anni; da Luglio a gennaio = 6 mesi; dal 7 al 13 = 6 giorni.
RispondiEliminaCmq grazie perchè per risponderti, ho scoperto anche un altra cosa:
Dal 07.07.2006 al 13.01.2012 sono passati esattemente 66 mesi e 6 giorni.
Ciao Marco,
RispondiEliminabuona parte del tuo post e' assolutamente condivisibile. L'ho scritto e lo ripeto.
Ripeto anche che per il 666 hai preso una cantonata.
Tu stesso dici che dal luglio 06 al gennaio 12 sono passati 66 mesi.
Bene. In 6 anni ci sono 72 mesi (12 * 6). Come fanno ad essere passati 6 anni 6 mesi e 6 giorni in 66 mesi?
Poi con i numeri puoi fare quello che vuoi. Da 07.07.2006 e 13.01.2012 puo ottenere tutto quello che ti pare. Io ho appena ottenuto la mia data di nascita. Sono coinvolto con l'affondamento?
Ahahah, forse eSSSe, o forse non hai letto bene la mia risposta :) in ogni caso un pò mi secca il fatto che in tanti abbiate giudicato "condivisibile" o "interessante" l'articolo, per poi inpuntarvi su quella che, intenzionalmente, è stata inserita come gossip, o curiosità. Semplicemente ho voluto aggiungere un "qualcosa di diverso" in un argomento talmente battuto e ribattuto, che poteva anche diventare banale. Spero di aver esaudito tutte le vostre curiosità.
EliminaOK, ma e' proprio necessario farcisi le seghe mentali?
RispondiEliminaPuoi trovare qualche arrampicata sugli specchi anche se ti dico che tra le due date ci sono 2016 giorni? O 48384 ore?
OK, questo e' palindromo, vediamo i significati occulti...
Ciao
EliminaMi spiace ma dovresti chiedere ad un vero complottista. In ogni caso se vorrai leggere la risposta che ho dato poco più sopra comprenderai che la chiusura dell'articolo era semplicemente una curiosità, un "di più" per offrire al lettore un pò di gossip, qualcosa su cui spettegolare. E a quanto pare ho avuto anche troppo successo.
A presto.
Se togliamo l'ultimo paragrafo (coincidenza "bestiale"), sul quale non sono d'accordo, il resto del post lo sottoscrivo. Schettino ha dimostrato irresponsabilita' (nel fare quella manovra assurda) e codardia (nello scappare prima di aver messo in salvo i passeggeri che erano sotto la sua responsabilita'). Se Costa sapeva della pratica dell'inchino o addirittura la approvasse lo dira' (spero) la magistratura. Per quanto ne sappiamo ad ora, Schettino ha sbagliato (se preferisci il termine, ha fatto una cazzata mostruosa).
RispondiEliminaPurtroppo la cosa più inquietante è la prassi degli "inchini", non solo per quanto riguarda la pericolosità di tale manovra, ma anche per la faciloneria con la quale i comandanti di navi con 4000 persone o più, mettono a repentaglio la vita di passeggeri ed equipaggio. Per cosa poi? Per vincere una scommessa tra colleghi? Oppure per far pubblicità alla Costa coriciere (che ora si dichiara estranea e si costituisce parte lesa). Personalmente sono curioso di vedere come andrà a finire, sicuramente male per Schettino, ma temo che alla fine sarà tra i pochi a pagare.
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